lunedì 16 aprile 2012

Notizie dai nostri agenti sul campo: Diamante, città dei Murales


Foto di Laura Pellegrino
Diamante è una lingua di terra che si protende nel mare. Gli otto km di spiaggia, il mare cristallino, i fondali incantati in cui regna la Posidonia, conferiscono a questa cittadina l’appellativo di “perla del Tirreno”, come la definirono Matilde Serao e Gabriele D’Annunzio. Le sue origini risalgono attorno al 1622, quando il signore di Belvedere, Tiberio Carafa, che qui possedeva un'azienda agricola e una residenza estiva, incoraggiò a popolare quella zona e a stabilirvi fissa dimora. Diamante, così, si popolò dapprima di pescatori provenienti da comunità limitrofe, poi di borghesi e mercanti campani, e di nobili famiglie di origine spagnola. Diamante divenne un centro dedito alla pesca e la popolazione cominciò ad aumentare. Non essendoci un vero e proprio castello, l’abitato si sviluppò attorno alla Chiesa Madre, un tempo cappella sconsacrata in cui si venerava San Nicola. Attorno all’abitato vi erano giardini, dove venivano coltivati agrumi, fichi secchi, cannella e il rinomato “cedro liscio di Diamante”, varietà esportata in tutto il mondo. Caratteristici sono i vicoli, le piazzette, le stradine del centro storico, ravvivato dall’iniziativa dei Murales: era il 1981 quando il maestro Nani Razetti portò a Diamante artisti nazionali e internazionali per colorare i muri della città. Diamante diventa così una galleria d’arte a cielo aperto, grazie agli oltre 180 murales che arricchiscono i diversi angoli del paese.  La città dei muri parlanti: muri che raccontano il secolare rapporto tra l'uomo e il mare, leggende locali e storie vissute, tradizioni di un Sud che lavora la terra o va per mare, storie di chi emigra portando la propria terra nel cuore e di chi aspetta, impaziente.

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